TEMPLE

I've learnt to survive from the yin and yang phylosophy - I'm not unbreakable, but I'm already back on my feet. Welcome to my temple, a place where art, music, youth and my own mind collide.
Volevo ringraziare tutti, tutti coloro che fino ad ora mi hanno insegnato qualcosa: dagli amici che non ho più al mio fianco, a quelli di nuova acquisizione e quelli che tutt’ora ci sono; dai bulletti ai tempi delle elementari a quelli della mia adolescenza, dalle persone che ho allontanato a quelle che hanno allontanato me; dai maestri ai maestri di vita, dai più vicini ai più lontani. Grazie ai miei genitori, grazie ai miei compagni di scuola e ai miei professori, grazie a tutte quelle che persone che hanno provato a capirmi. E proprio chi ha provato a capirmi non si sarebbe mai aspettato di leggere un messaggio del genere da parte mia, ma mi sono reso conto che ho dato tutto per scontato. Non ho saputo apprezzarvi al meglio, ragazzi, perchè volevo qualcosa di meglio, senza rendermi conto che ce l’avevo già. Non posso dire di aver avuto una vita difficile, non mi è mai mancato nulla, ma non sono riuscito a viverla appieno, sprecando quello che voi avete donato a me: mi sono sempre portato dietro molto rancore, mi ha sempre logorato una grande invidia, ho sempre pensato di essere superiore all’imperfezione, senza capire che era proprio l’imperfezione ció che realmente cercavo, non la perfezione. Ho sempre cercato di moderare e controllarmi, in modo di piacere a tutti, ma l’unica cosa che ho ottenuto è stata una grande rete di relazioni che stanno in piedi per miracolo, per finta (tranne alcuni casi, poichè sono circondato anche da persone stupende, alle quali non sono peró stato capace di aprirmi). Sapete, l’ultima lezione di ginnastica che ho fatto in quinta superiore l’ho passata a dare giudizi positivi sulle persone, scrivendoli su un foglio: quando ho visto il mio ho subito notato che, a parte pochi aggettivi, non era ció per cui io avrei voluto essere ricordato. E poi ricorderó per sempre la frase “un rebus da risolvere”, segnale che magari qualcuno uno sforzo per capirmi l’aveva anche fatto. Quindi scusatemi se con voi sono stato cinico, egoista o falso: ho imparato la lezione. Adesso ho l’occasione di ricominciare da capo, questa volta senza trucchi.

Volevo ringraziare tutti, tutti coloro che fino ad ora mi hanno insegnato qualcosa: dagli amici che non ho più al mio fianco, a quelli di nuova acquisizione e quelli che tutt’ora ci sono; dai bulletti ai tempi delle elementari a quelli della mia adolescenza, dalle persone che ho allontanato a quelle che hanno allontanato me; dai maestri ai maestri di vita, dai più vicini ai più lontani. Grazie ai miei genitori, grazie ai miei compagni di scuola e ai miei professori, grazie a tutte quelle che persone che hanno provato a capirmi. E proprio chi ha provato a capirmi non si sarebbe mai aspettato di leggere un messaggio del genere da parte mia, ma mi sono reso conto che ho dato tutto per scontato. Non ho saputo apprezzarvi al meglio, ragazzi, perchè volevo qualcosa di meglio, senza rendermi conto che ce l’avevo già. Non posso dire di aver avuto una vita difficile, non mi è mai mancato nulla, ma non sono riuscito a viverla appieno, sprecando quello che voi avete donato a me: mi sono sempre portato dietro molto rancore, mi ha sempre logorato una grande invidia, ho sempre pensato di essere superiore all’imperfezione, senza capire che era proprio l’imperfezione ció che realmente cercavo, non la perfezione. Ho sempre cercato di moderare e controllarmi, in modo di piacere a tutti, ma l’unica cosa che ho ottenuto è stata una grande rete di relazioni che stanno in piedi per miracolo, per finta (tranne alcuni casi, poichè sono circondato anche da persone stupende, alle quali non sono peró stato capace di aprirmi). Sapete, l’ultima lezione di ginnastica che ho fatto in quinta superiore l’ho passata a dare giudizi positivi sulle persone, scrivendoli su un foglio: quando ho visto il mio ho subito notato che, a parte pochi aggettivi, non era ció per cui io avrei voluto essere ricordato. E poi ricorderó per sempre la frase “un rebus da risolvere”, segnale che magari qualcuno uno sforzo per capirmi l’aveva anche fatto. Quindi scusatemi se con voi sono stato cinico, egoista o falso: ho imparato la lezione. Adesso ho l’occasione di ricominciare da capo, questa volta senza trucchi.

i never knew daylight could be so violent

(via fameisfake)

cross-connect:

Kai Bartels is a 34 year old from Braunschweig, Germany who works as a designer for a small advertising agency. In his spare time he tries to learn or test functions of Cinema 4D in order to make GIFs. He likes to keep his animations very simple using basic shapes and very few colours. You can find his work posted on Tumblr as hallokai-stuff.

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(via omicron)

Art will remain the most astonishing activity of mankind born out of struggle between wisdom and madness, between dream and reality in our mind.

— Magdalena Abakanowicz (via blaqmagic)

(Source: astonishing-moments, via petitebod)

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